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Tu, vieni pure avanti, raccogli le mie ossa, sono lì sul tappeto...Oggi ho preferito fare senza di loro, come essere immorale d'altronde...Non è forse la stessa cosa? Fare a meno di qualcosa, talvolta faccio a meno di spendere soldi, tal'altra di fumare, anche se ci riesco a malapena. Beh, oggi faccio a meno delle mie ossa, spero mi trovi attraente in egual misura. La mia pelle sul letto copre una superficie non molto ampia, la mia faccia con gli occhi color nocciola che ti guardano, tu sei lì sulla porta, fumi una sigaretta e non fai una piega. Se vuoi prendimi e usami a mò di sciarpa, fai pure, ti terrei calda, avvicinandomi al tuo collo ti bacerei senza smettere mai. Finalmente senza spina dorsale, così come voglio essere, libero dal dovere, solo starmene qui. Anzi, facciamo così, mi metti al sole ad asciugare come fossi un lenzuolo, solo il vento che mi fa ondeggiare. Mi vedresti sorridere. Ti va?

Ogni vostra mancanza sarà tenuta in nostra considerazione e sarete debitamente puniti. Mettiamo il caso che il vostro apparecchio televisivo non trasmetta l'impulso alla rete per almeno due ore ecco che vi arriverà un messaggio cartaceo con la dicitura:- Prego, accendere apparecchio televisivo...- Dunque, lo accenderete. Libera è la scelta di scorrazzare per i canali come più vi pare e piace, d'altronde anche i topi nelle fogne lo fanno, no?Se gli parlo mi risponde a cenni smozzicati, gli dico che la pressione va bene, sembra non importargliene un granche', il padre sembra un uomo gentile, ringrazia ogni volta che entriamo e usciamo dalla camera. Lui, il nome non lo dico, ha solo 38 anni, a settembre ha avuto una colica renale, siamo in novembre quasi, gli hanno tolto entrambi i reni, il cancro non gli ha rispermiato niente, tutti i giorni dializza per 4 o 5 ore.
Nella stanza accanto, lei, il nome non lo dico, ha la febbre alta da 15, 20 giorni, 39, 40 gradi, la imbottiamo di novalgina. Ha qualche anno meno di me, fa l'infermiera, faceva l'infermiera, come si dice in questi casi? Tutti i giorni dializza per 4 o 5 ore anche lei. La febbre non la lascia mai. Ha un catetere collegato alla vena femorale ed uno alla vena giugulare.
Oggi è sabato, via Indipendenza è affollata e questo scritto non contiene velleità di alcun genere.
Non conosco nulla al mondo
che abbia tanto potere
quanto la parola.
A volte ne scrivo una e la guardo,
fino a quando
non comincia
a splendere.
Emily Dickinson
Dunque scompari, ti allontani dai rumori, dagli echi di parole che ti risuonano dentro, qualche passo verso il silenzio, lontano dalla pelle degli sconosciuti, dai loro sguardi. Dolce morte.
Ricorda:
L'autocombustione umana è una minaccia reale.
Confucio
-...Non mi aspettavo di vederti.-I RACCONTI DEL CUSCINO di Peter Greenaway non è un film facile, ma a mio avviso non può non piacere a chi ama leggere e scrivere, estremamente visivo e visionario, il regista mette in questa pellicola tutto il suo amore per le immagini e le parole, le lingue si mescolano ed i segni anche. Buona visione.
Dietro i tornanti della strada maestra si erge come qualcosa nel vuoto il castello Malvezzi, se vi fermate a mangiar lì, magari conoscete i proprietari, vi accorgerete che l'arrosto non è per nulla buono, a meno che non siate attratti dalla cacciagione, allora lì, in quel caso soddisferete i vostri palati ferini, vi cucinano piccoli uccellini e carne di cinghiale, anche il coniglio non è disprezzato. Io ci sono arrivato per caso, tramite Edda, mia cara amica di infanzia, tutt'ora addetta alla segreteria della facoltà di lettere dell'università di Bologna. Vi sono rimasto un week-end, due giorni è piovuto, un giorno c'è stato il sole. Edda conosce Domenica, figlia dei proprietari del castello, Domenica è la ragazza di Mauro. Quella sera, uno di quei giorni in cui pioveva io ho avuto l'occasione di conoscere Mauro tramite Domenica e come ho già detto Domenica tramite Edda...Per inciso Edda l'ho conosciuta tramite i miei, insomma si abitava vicini durante l'infanzia e mia madre mi portava a giocare a casa di Edda, ma questa è un'altra storia. Pioveva e le ampie stanze del castello si illuminavano al ritmo dei tuoni che fuori imperversavano nella campagna emiliana, Mauro indossava un pullover a scacchi, io un maglione a collo alto grigio, si mi pare fosse grigio. E' lì che è caduto il discorso di Mauro, sul mio maglione grigio. Era convinto il ragazzo di Domenica, l'amica di Edda che il grigio evidenziasse notevolemente l'apparato osteo articolare di chi lo indossasse, indipendentemente dal tessuto, sia esso cotone, maglia o lana. Beh la sua tesi mi sembrava assurda e non solo a me, ma anche Domenica ed Edda ne ridevano. La cena terminò nel peggiore dei modi, ovvero io rimasto digiuno in quanto mal sopportavo la cacciagione, per il resto gli altri si saziarono. Fu solo durante la notte mentre le ragazze si erano ritirate nelle loro stanze che io e Mauro rimanemmo soli a sorseggiare vino d'annata, '62 mi pare. Complice il vino tra di noi l'atmosfera divenne allegra, parlammo di donne, delle nostre e di altre. Ad un certo punto però Mauro si fece serio, dal nulla sbucò una sua affermazione:- Non mi credete, eh?- Mi disse di aspettare, tornò dopo una decina di minuti portando sulle spalle un grosso carico, sembrava un tappeto accasciato sulla sua schiena, in realtà l'evidenza fu tale e paradossale che scoppiai a ridere quando vidi che Mauro aveva fatto indossare un maglione grigio ad una salma incartapecorita. -Lo vedi l'omero?- - E la calvicola la vedi?- Feci cenno di sì con la testa, in mano reggevo l'ennesimo bicchiere di quel gustosissimo vino dei colli emiliani. Successivamente il maglione indossato dalla vecchia mummia fu di colore arancione, un bel maglione Lacoste. -Ecco...- disse Mauro con fare serio- La noti la differenza?- In effetti le ossa erano meglio delineate dal colore grigio. Fu così che quella sera ci addormentammo sul divano accanto alle spoglie di un lontano antenato di Edda, tolto dal proprio loculo posto nei sotterranei per dimostrare la tesi di Mauro, che tra un pò avrebbe dovuto laurearsi in Ortopedia e traumatologia. Niente di terribile, nemmeno al mattino quando le ragazze scesero giù e ci videro addormentati come due bambini che la notte avevano giocato un pò.