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All is quiet on New Year's Day
Quando le ombre si ingobbiscono
e i volti si fanno ostili,
quando le voci ti arrivano come lame
e i pensieri
che tu ritieni virtuosi
vengono messi alla prova
è proprio allora
che la tua personalità
parla
e si fà sentire con la sua voce.
Perchè sono anni
dacchè
sei nato
che ti prepari a questo.
Ti prepari
sempre
a
questo momento.
Il momento presente.
Tra il blog, il mio romanzo cominciato dall'incipit, la barba lunga e l'ototubarite, mi sono incagliato tra i giorni freddi. Vivo un letargo vigile, un'attesa paziente. Detto tra noi amo l'estate come tutti i cancerini. L'acqua fortifica, rigenera, dà nuova vita. Vecchi film in bianco e nero e qualche riflessione buttata lì coi tasti bianchi su sfondo nero. Ma la luce del monitor abbronza?

Hei, vieni a vedere questi, guarda cosa hanno fatto.
Hanno addobbato le loro case con le luminarie e le strade
e gli alberi. Guarda che gli è venuto in mente.
Hanno deciso, un giorno, di mangiare assieme.
Hei, si sono strafogati.
Li dovevi vedere, c'era da sbellicarsi. Si sono
scambiati gli auguri, gli auguri, gli auguri,
i regali, cazzo.
Hei...
ce l'hai un antiacido?
Ho sterminato la mia famiglia. La bicicletta di Lucy brilla obliqua nell'ultimo sole del pomeriggio. Mia moglie chiama Lucy per la cena, c'è il rotolone di carne avanzato da ieri. So che Lucy farà delle storie, non ama quella crosta nera che si forma invariabilmente ai bordi del rotolone e anche il prosciutto non le va giù. Mentre mi faccio il segno della croce, prima di afferrare le posate, Lucy mi guarda con quegli occhi che stanno a dire: -Ma, papà, devo proprio? Devo proprio mangiare il rotolone?- Finita la preghiera ceniamo senza parlare troppo. Nella mia famiglia le parole non si sprecano. Ho sterminato la mia famiglia dando fuoco alla casa. Martedì ho accompagnato mia moglie dal dentista, lei e le sue sante storie, la paura che qualcuno si metta a trafficare nella sua bocca con dei ferri dai nomi impronunciabili. Le riviste nella sala d'aspetto vanno a formare un largo ventaglio sul tavolino di vetro, vecchi numeri di AD. Sono le cinque e mezza del pomeriggio, Lucy è in piscina, mia moglie sotto i ferri per l'incapsulamento di un dente, il quarto dell'arcata superiore, mi pare. Ho una maledetta voglia di fumare, è il mio secondo giorno senza sigarette, la mia seconda stellina sul calendario. Arriverò al quinto, poi mi fumerò tre pacchetti di sigarette e non immaginate quanto me la godrò. Me ne starò seduto su una panchina del parco e non farò nulla, non leggerò il giornale, non guarderò rapito le chiappe di giovani donne che fanno footing nè tantomeno teneri bambini che si rincorrono giocando a pallone. Cinque stelline sul calendario sono anche troppe. Ho sterminato la mia famiglia dando fuoco alla casa. Una tanica di benzina da cinque litri è servita allo scopo. Mercoledì ho giocato a tennis col direttore, un uomo di sessant'anni, alto, corpulento, capelli brizzolati. Pensavo gli partissero le coronarie alla fine del secondo set, quando mi ha detto:- Aspetta un attimo! Mi si è slacciata una scarpa.- Avevo già battuto. La pallina gialla è andata a infilarsi dritta nell'angolo, fuori dalla sua portata. E' andata a sbattere contro la rete metallica a fondo campo e ha rotolato incerta per un po', poi si è fermata. C'ha messo due minuti ad allacciarsi la scarpa, grondava sudore, paonazzo. Ho sterminato la mia famiglia dando fuoco alla casa. Una tanica di benzina è servita allo scopo. Morti tutti. Giovedì ho scopato mia moglie mentre Lucy era di là che dormiva, ignara. Erano all'incirca le otto del mattino. Le ho detto: -Oggi sto a casa da lavoro.- Mi ha chiesto perchè. Le ho afferrato la mano e gliel'ho messa sul cazzo duro. Si è avvicinata e mi ha morso il labbro di sopra, poi quello di sotto, mi ha agguantato le palle. E' scivolata sotto le lenzuola e lo ha preso in bocca. Sono nella macchina della polizia, fuori è buio, le fiamme non sono ancora state domate. Una lingua di fuoco viene sputata in alto dalla cameretta di Lucy. Le manette ai polsi stringono troppo, vorrei dirglielo all'agente che mi sta accanto, ma lui, lui è troppo rapito dallo spettacolo. L'avete mai vista una casa in fiamme?
Foto scattata da Franco allo "Spasimo" di Palermo.
Ieri una mia amica mi ha detto: -Del Natale mi piacciono i preparativi, poi arrivata la festa bisognerebbe prendere tutto e rimetterlo a posto...- Insomma si, il Natale è bello, ma speriamo che passi.
