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"Nel momento in cui i suoi ultimi rappresentanti sono sul punto di estinguersi, riteniamo dunque leggittimo rendere all'umanità quest'ultimo omaggio; omaggio che, anch'esso, finirà cancellato e perso nelle sabbie del tempo; è tuttavia necessario che tale omaggio, una volta almeno venga reso. Questo libro è dedicato all'uomo."
Michel Houellebecq.
Questo, se lo volete leggere, è un romanzo francesce e rispetta il luogo comune che i francesi siano dei tipi, come dire, particolari. L'autore tra la vasta gamma di parole a lui disponibili sceglie le più cattive, le più irritanti per far muovere i suoi personaggi sconfitti che si aggirano come tormentate presenze in un mondo nel quale i valori si vanno frantumando e le vite sembrano appena abbozzate, tutti aborti. I francesi "particolari"? Ma che significa poi "particolare"? Leggetelo.
- E chi me lo dice che ha chiuso un 360 Kickflip?
- Lo dice lui.
- Si, e tu ci credi? La settimana scorsa ha detto che si è fatto Sonia Birth. Hai presente Sonia? Quella della terza, culo d’oro. Quella la vengono a prendere con la macchina ministeriale. E lui cosa va a raccontare? Dice che era tutta bagnata, tipo cascata. Cazzate. Mike è un racconta balle fidati.
La porta dell’aula è aperta, i ragazzi entrano ed escono, alcuni entrano, altri escono, altri sostano sulla porta. La porta è una fessura anonima, ma gli permette di lasciare a casa genitori sull’orlo del divorzio o genitori e benzodiazepine o genitori in carriera e fotti che ti fotto o genitori assenti o genitori troppo presenti come polipi dai lunghi tentacoli.
Sono così gli adolescenti della Columbine, intatti. Lasciano genitori fuori dalla porta della loro aula.
- Un 360 Kickflip, figuriamoci.
Continua il ragazzo seduto di spalle. Sono così gli adolescenti della Columbine, rimangono così con le pallottole che entrano dalla porta.
Si lacerano le notti,
disse l'uomo
a cui non rimaneva più molto tempo da vivere,
i pensieri non mi sono amici,
cos'altro puo' fare la carne
che scompare?
Puzza di un puzzo come non siamo abituati a sentire,
eppure,
eppure è questo l'odore che l'uomo manda da che è nato.
Nell'evoluzione,
nei secoli,
l'uovo marcio.
Mi voltai e lo vidi, era proprio alle mie spalle, aveva gli occhi sbarrati. Lo riconobbi, come qualcosa che si è visto in sogno e poi dici, e poi ti dici, ecco, questa cosa l'ho vista in sogno. Così è stato. Ebbi un brivido potrei dire, ma non lo dico, di fatto non lo ebbi. Solo rimasi anche io a occhi sbarrati, un'immagine speculare. Un uomo che guarda un uomo e vede in esso la morale decaduta e franata, sgretolarsi lentamente, il sesso, il denaro, l'educazione, la cultura. Siamo uomini di vita, mi dico, abituati a tutto, mi ripeto. Che paura puo' farmi un uomo che mi guarda e tace? Stringiamo i coltelli, il primo a colpire avrà la meglio, qualcuno ha scritto che gli uomini sono sempre impegnati a fare la guerra, le donne a sopravvivere. Il mio primo colpo affonda nella curva del rene destro, sento qualcosa che si strappa, il suo fendente colpisce l'aria. Finisce così, lui muore, io vivo. Potrei raccogliere il sangue che sgorga e come nel rito più pagano berlo, di fatto potrei farlo, ecco, lo faccio.
...e invece io diffido di chi scrive "sa" con l'accento e intitola il suo blog "le riflessioni di uno scrittore" (neanche più esordiente)| utente anonimo |
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E credo ancora nella trasmissione orale
degli insegnamenti da parte dei maestri,
gli scrittori,
agli allievi,
gli scrittori.
Diffido di chi tratta la scrittura
con la leggerezza tipica
del piccione che becca il mangime,
magari avvelenato,
profferto da mani di passanti,
che si sà,
quelli vanno e vengono.
Voci e altri cori lo presero per mano e lo portarono sulla riva, lì dove l’acqua arrivava, dove poteva arrivare. Il mare era buio e profondo anche a pochi metri dal gruppo. Le ombre degli uomini riflettevano la sostanza dei corpi illuminati dalla luna. Uno di loro gli abbassò i pantaloni e lui lo lasciò fare, un altro gli sfilò la maglietta e lui ne osservò i movimenti, piegò le braccia per far passare le maniche. Quello con la testa di caprone gli si mise dietro e appoggiò il cazzo turgido, trave, legno, mazza, pistone, stantuffo, pene, sulle sue natiche. Gli accarezzò i fianchi. Lui sentì le dita di quello con la testa di caprone che dilatavano i glutei, le dita umettate di saliva. Poco dopo il membro di satana era nel suo corpo- squillarono le trombe- , nel suo ano, buco, foro, pertugio, fessura, sanguinante. Gli altri guardarono, poi presero a baciarsi, i maschi con i maschi, le femmine con le femmine, ma anche no. La festa andò avanti per un po’, fino a quando lui non perse i sensi o fino a quando non si riebbe e gli parve di vedere un gruppo di donne che piangevano, gli occhi come pozzi, le guardò da lontano e lui, proprio lui, si mise a pregare:-
Mater dei...-
Le donne intonarono un rosario e dio andò a prendere da bere con l’amico dalla testa di caprone, chè faceva caldo. Intanto la Repubblica titolava che Bush sarebbe arrivato a Roma e il “blocco nero”, anche lui, ci sarebbe stato, sarebbero arrivati da tutta Italia e anche da oltralpe a fare resistenza. Le ombre sulla spiaggia si dileguarono e la luna inghiottì il mare rimpiangendo gli anni ottanta.

MERCOLEDÌ 20 GIUGNO 2007 LIBRERIA IRNERIO
ORE 18,00 VIA IRNERIO 27, BOLOGNA
Luigi Bernardi
INCONTRA I LETTORI IN OCCASIONE DELL'USCITA DE
LA FORESTA DEI COCCODRILLI
E ALTRI RACCONTI DI SMANIE MINORENNI
Informazioni
Alberto Perdisa Editore Libreria Irnerio
tel 051 790185 tel 051 251050
www.albertoperdisa.it www.libreriairnerio.blogspot.com
Quando gioca a pallone sceglie il ruolo di portiere per potersi
gettare impunemente fra le gambe di Paola e guardarle le
mutandine…
Quando si apparta in mezzo al campo di grano insieme a due
amichette è per inquadrare il misterioso forellino attraverso il
quale le femmine fanno la pipì… Quando si innamora per la
prima volta, si scontra con un rivale degno del massimo rispetto:
Dio… Quando comincia a crescere si tuffa a capofitto in un
mondo i cui parametri cambiano alla velocità del pensiero ma
fanno lo stesso in tempo a stampare impronte che si chiamano
Beatles, Satanik, Angelica, Woodstock, Linus, Pink Floyd…
Teneri, ironici e maliziosi, i tredici racconti di questo libro, che si
ripresentano in una nuova edizione ampiamente rivista, sono una
gioiosa carrellata sull’infanzia e l’adolescenza di una
generazione, quella nata nella prima metà degli anni Cinquanta,
che non si è fatta mancare niente.