Scrivoeleggo

Scritti e letti per voi da Giuseppe Merico.

Blogger: Cenresig
Nome: Giuseppe Merico
WWW.SCRIVOELEGGO.SPLINDER.COM LE RIFLESSIONI DI UNO SCRITTORE BISLACCO.
Giuseppe Merico, 1974. LIBRI: "Dita amputate con fedi nuziali" recensito da Luigi Bernardi, fondatore della collana Noir di Einaudi. Giraldi editore-2007. RACCONTI: "Romeo" sulla rivista Inchiostro, numero 5/6 ottobre dicembre 2005, "L'ospedale dei tubi chiusi" sul sito www.argonline.it-2007, "Il legame" sulla rivista Argo, numero 13, gennaio 2008, "Colline Cave" sulla rivista Argo, numero 14, luglio 2008 . RECENSIONI CARTACEE: INCHIOSTRO, numero 3/4 settembre novembre 2007, IL DOMANI di Bologna, novembre 2007. COLLABORAZIONI: Argo, rivista di esplorazione, addetto al settore narrativa.

I racconti su SCRIVOELEGGO sono tutelati dal Diritto d'Autore pertanto è vietata la riproduzione anche parziale degli stessi a fini divulgativi o commerciali senza espressa autorizzazione dell'autore.

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venerdì, 31 agosto 2007

PRIMO MOVIMENTO

orco_moglieLa mano apparve nel buio,

Io mi muovo facendo finta di essere cresciuto, ecco il mimo mi dico, guardatemi come sono bravo vi dico, e invece adesso, invece ora ho paura. Qualcuno di voi conosce qualcosa di simile al vetro sul quale cola la cera e si solidifica?

e mi portò con sè,

nel buio.

postato da: Cenresig alle ore 20:46 | link | commenti (8) | commenti (8) (pop-up)
categorie: riflessioni, schegge
domenica, 12 agosto 2007

DECOMPRESSIONE

Immagine 033Qualcosa cade, qualcosa si muove, qualcosa rimane fermo, la musica non finisce mai, le letture nemmeno e la scrittura neanche a pensarci. Partirò nuovamente per il sud, intanto auguro una buona decompressione a tutti i lettori di Scrivoeleggo. Tornerò a settembre. Vi voglio bene.

postato da: Cenresig alle ore 06:42 | link | commenti (19) | commenti (19) (pop-up)
categorie: amici, comunicazione
giovedì, 09 agosto 2007

GORGONE

gorgone2Esco ormai di rado dal cassetto della scrivania. Mi sono impigrito e nessuna spinta sembra portarmi con sè. L'altro giorno per esempio, ho fatto un salto fuori e ho scoperto che le raganatele hanno invaso gli angoli e i non angoli, grossi ragni facevano la lotta o se ne stavano fermi, immobili. Ho acceso il computer, ricoperto dalla polvere, ho pulito il monitor con una mano e le dita sono diventate subito nere. Ho chattato con una sconosciuta, si faceva chiamare Mara, mi ha raccontato del suo ragazzo che si trova in Sardegna, mentre lei sta ad Ascoli Piceno. Le ho detto che le olive all'ascolana mi piacciono un sacco. Poi le ho detto che mi sentivo solo e la cosa mi ha fatto schifo. Ci siamo salutati e mi ha detto:-

Dai, fatti sentire. Se posso ti sarò d'aiuto.

Ho spento il computer e mi son fumato un paio di sigarette. Ho aspettato per un po' che accadesse qualcosa, ho anche pregato Dio. Il cellulare ha squillato, ho risposto, avevano sbagliato numero. Mi sono fatto una doccia, ho preso dei vestiti buoni, insomma quelli meno sporchi, dal cassetto della scrivania dove dormo e mangio e sono uscito. Sapete quello che ho visto?

Sconcertante: Mani, polpacci, seni, spalle, chi occupa lo spazio e chi viene scacciato dallo spazio che occupa. Ho pensato alla lotta tra gli umani, ho pensato che questi stessi umani da tempo immemore fanno la lotta e mi è venuto da vomitare. Preso una pizza e mangiato da solo.

Giravo per le strade di Bologna quando ho incontrato Ferruccio, me l'ha detto dopo che si chiamava così, io, al momento avevo dimenticato sia il suo nome che la sua faccia. Mi ha chiesto come stava mia moglie e al momento non sapevo come rispondere:-

Bene, grazie.- Gli ho detto. - E la tua?.- Ho continuato.

-Io non sono sposato, Giuseppe.- Mi ha risposto aggrottando le sopracciglia.

Questo è quanto. Ho girato per un po' senza meta e ho pensato agli scopi, alle mete, agli obiettivi. Non avevo opinioni a riguardo quindi il mio pensiero è durato quanto uno sbatter di ciglia.

Sono rientrato a casa. La scena è questa, mia moglie che urla:-

Che cazzo fai!?

Mentre cerco di infilare il mio piede, numero qurantaquattro, nel cassetto della scrivania.

-Volevo, volevo solo vedere una cosa.- Le ho risposto imbranato, mentre anche mia figlia se la rideva standosene in piedi con la faccia da Gorgone.

postato da: Cenresig alle ore 09:26 | link | commenti (2) | commenti (2) (pop-up)
categorie: racconti
mercoledì, 08 agosto 2007

RIGETTO

230Rigetto. La fermata dell'autobus,

la ragazza con la maglia gialla e la gonna

di un colore indefinito, indefinibile,

che non trova parole,

che non si fanno trovare da me.

I jeans del ragazzo asiatico,

il suo culo troppo vicino

alle mie gambe accavallate.

Cos'altro, se non rigetto?

E vengono a farmi visita le idee

tra il raschiare della gola del vecchio

e l'autobus che va

e

tutte queste cose che non la smettono

e

le mani non gradite

e

la mia penna

è

una lancia grondante sangue,

tribù sperduta,

tribù guerriera.

Rigetto, ripeto, rigetto.

postato da: Cenresig alle ore 08:00 | link | commenti (5) | commenti (5) (pop-up)
categorie: riflessioni, schegge
lunedì, 06 agosto 2007

INTERVALLO

carloPerchè, oltre che a scrivere e leggere, ci girano ancora le palle.

Vai su

http://it.youtube.com/watch?v=jDiIX09c2rg

postato da: Cenresig alle ore 21:45 | link | commenti (4) | commenti (4) (pop-up)
categorie: intervallo
sabato, 04 agosto 2007

LA SQUADRA

silhouette_girlEcco come vengono le cose, inaspettate. La mano di lui se ne sta irrequieta nello spazio tra il tavolino e il bicchiere di spritz, forse non sa se afferrarlo e continuare a bere mentre lei guarda altrove, verso la coppia di pakistani che parlano una ligua fatta di "ciunciuncian". Sono un lui e una lei, lui alto, lei bassa, lui ha i baffi, lei anche e sono pakistani e se ne stanno a Bologna col caldo che fa. La nostra coppia invece, quella che vede lui indeciso sul bicchiere di spritz, loro, sono italiani, ma anche loro se ne stanno a Bologna. La scena si svolge in un bar del centro, fuori ci sono i tavolini e tutte le altre cose che potete trovare in un bar.

Lui:- Allora, andiamo?                                          silhouette_boy

Lei:- Si, penso di si...

Lui:- E quando si parte?

Lei:- Non appena starò meglio.                                

Lui:- Tutto dipende da te, allora...

Lei:- Probabilmente si.

Lui:- E io, io dovrei essere contento?

Lei:- Proprio non so.

Lui:- Sai come mi sento? Mi sento proprio come una squadra, sai, quelle diparquet3_1046 palstica che usavamo nell'ora di tecnica, no, non il righello, ma proprio una squadra, di quelle graduate, con gli angoli a quarantacinque gradi e cazzo, non c'è verso, non c'è modo, mai, di far coincidere l'angolo acuto con il foglio perchè questo si sposta continuamente e ogni volta, ogni santissima volta la matita traccia linee che dovranno essere cancellate e la gomma lascia i segni e le linee sono storte, irrimediabilmente.

Lui afferrò il bicchiere, bevve un sorso di spritz, ma lei, lei era già andata via, mentre i pakistani continuavano il loro "ciunciuncian".

postato da: Cenresig alle ore 08:59 | link | commenti (5) | commenti (5) (pop-up)
categorie: racconti
mercoledì, 01 agosto 2007

CORVI E CORNACCHIE

corviVennero all'improvviso e lasciarono nulla intorno, si avventarono sugli uomini e li trafissero con dardi e lance, violentarono le donne, decapitarono i bambini. A notte il villaggio ardeva e il fuoco lo si poteva vedere da lontano. Si accamparono nei pressi del fiume e mangiarono carne umana, poi si toccarono gli uni con gli altri, si spalmarono lo sperma sui visi, gli occhi bianchi. Le loro donne cantarono alla luna. Quando venne il giorno, poco prima dell'albeggiare, presero la forma di corvi e cornacchie e volarono verso nord, verso il villaggio successivo. I tamburi intorno e la morte che viene, arranca, annaspa, sgomita, si palesa agli occhi, agli occhi, agli occhi.

postato da: Cenresig alle ore 07:09 | link | commenti (7) | commenti (7) (pop-up)
categorie: racconti