Scrivoeleggo

Scritti e letti per voi da Giuseppe Merico.

Blogger: Cenresig
Nome: Giuseppe Merico
WWW.SCRIVOELEGGO.SPLINDER.COM LE RIFLESSIONI DI UNO SCRITTORE BISLACCO.
Giuseppe Merico, 1974. LIBRI: "Dita amputate con fedi nuziali" recensito da Luigi Bernardi, fondatore della collana Noir di Einaudi. Giraldi editore-2007. RACCONTI: "Romeo" sulla rivista Inchiostro, numero 5/6 ottobre dicembre 2005, "L'ospedale dei tubi chiusi" sul sito www.argonline.it-2007, "Il legame" sulla rivista Argo, numero 13, gennaio 2008, "Colline Cave" sulla rivista Argo, numero 14, luglio 2008 . RECENSIONI CARTACEE: INCHIOSTRO, numero 3/4 settembre novembre 2007, IL DOMANI di Bologna, novembre 2007. COLLABORAZIONI: Argo, rivista di esplorazione, addetto al settore narrativa.

I racconti su SCRIVOELEGGO sono tutelati dal Diritto d'Autore pertanto è vietata la riproduzione anche parziale degli stessi a fini divulgativi o commerciali senza espressa autorizzazione dell'autore.

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mercoledì, 30 gennaio 2008

INTERVALLO

Omaggio a Gus Van Sant

postato da: Cenresig alle ore 21:48 | link | commenti (9) | commenti (9) (pop-up)
categorie: cinema, video, intervallo
sabato, 26 gennaio 2008

IL GHIGNO

c22-after-the-burialLe mie parole non hanno ossa.

Quando le chiamo in difesa di quel che sono

e ho di fronte il mio interlocutore,

scaltro nel mondo,

allora mi accorgo che sono rinsecchite,

che si sono accartocciate come

fogli A 4

in un cestino.

Allora le penso, ma non le dico,

magari me ne dimentico

e i giorni fanno il loro corso.

Poi accade che faccio qualcosa come scrivere,

magari non è proprio scrivere,

magari non si chiama prosa

nè tanto meno narrativa

e

non ha pretese,

ma si sa,

sono uno che mente.

Allora eccole le mie parole,

la loro metamorfosi,

la loro evoluzione,

il monolite nero,

la pagina scritta

e

il mio ghigno,

oh... il mio ghigno,

striscia nei tombini, l'acqua fetida attorno, gli effluvi pestilenziali portati dai topi di Camus, si guarda in giro con occhi sbarrati e gelidi e gialli, itterici. Avanza tra liquami marciscenti di liti coniugali, abbraccia le solitudini da pizza d'asporto, saluta con la mano gli idioti quotidiani, si diletta di sè e gode del suo pressapochismo. Cosa volete farci? Tale è il mio ghigno. Risale in superficie a respirare un pò d'aria buona, ma si sa è difficile trovarne di questi tempi. Si attacca al Ventolin coperto da copyright, mi guarda anche, che bella faccia tosta, penso tra me e me, poi lo lascio andare dove vuole, a far danni, a scorrazzare tra le genti e le loro miserie. Torna a casa il mio ghigno mentre sto leggendo un contemporaneo americano, che di meglio non so fare, allora mi fa pena, sembra uno scarafaggio con il carapace all'ingiù che non riesce più a rialzarsi e ruota su se stesso. Ruota su se stesso.

postato da: Cenresig alle ore 21:07 | link | commenti (6) | commenti (6) (pop-up)
categorie: riflessioni, schegge
mercoledì, 23 gennaio 2008

ARGO A BOLOGNA

argoA_500px

argoB_500pxIl primo febbraio alle ore ventuno presentiamo il Numero Verde della rivista Argo, tredicesima monografia dedicata a Madre Natura. Bologna presso la libreria Il Portico in via Rizzoli, vicino le due torri.

Versi: Andrea Gibellini, Fausto Renzi, Franca Mancinelli.

Prose: Giuseppe Merico, Daniel Agami.

Per info sulla rivista: www.argonline.it

 

postato da: Cenresig alle ore 02:22 | link | commenti (9) | commenti (9) (pop-up)
categorie: comunicazione, collaborazioni, argo
lunedì, 21 gennaio 2008

ALEX

Esistono vite allo sbando,

vite di cui non conosci il nome.

Le guardi passare per puro caso che tanto puro non è,

sporco anzi,

una tela bianca schizzata di spray nero

o

la dissonanza elettrica di un bit che si mescola,

miscela,

al rullìo della batteria.

Alex è una donna,

si fa chiamare Alex,

Alex è un uomo.

Ha bei tatuaggi su entrambe le braccia,

forse Alex

è

sieropositivo.

Ha ingollato psicoformaci

e ha

cinque psichiatri come amici

e io

da parte mia

non necessito di chiuse che siano buoni finali

o quant'altro.

Questo è quanto

quando si parla di Alex.

Il disegno sul muro è di Banksy. Visita il suo sito: http://www.banksy.co.uk/

postato da: Cenresig alle ore 21:38 | link | commenti (4) | commenti (4) (pop-up)
categorie: riflessioni, schegge
sabato, 19 gennaio 2008

MILENA AGUS/MENTRE DORME IL PESCECANE

2158472"In realtà la nostra non è affatto la famiglia Sevilla Mendoza. Siamo sardi, ne sono sicura, sin dal paleolitico superiore. E' mio padre che ci chiama così, con i due cognomi più comuni laggiù. Ha viaggiato tanto e il suo mito è l'America, ma non quella a Nord, ricca e fortunata, quella del Sud, povera e sfigata. Quando era ragazzo diceva che ci sarebbe tornato da solo o con la donna che avrebbe sposato, con cui avrebbe condiviso gli ideali e l'avventura di provare a salvare il mondo. A mamma non ha mai chiesto di accompagnarlo. Lui è andato ovunque c'era bisogno di aiuto. Ma mai con lei, che ha troppa paura dei pericoli ed è sempre senza forze. A casa nostra ciascuno insegue qualcosa: mamma la bellezza, papà il Sud America, mio fratello la perfezione, zia un fidanzato. Io scrivo storie, perchè quando il mondo di qua non mi piace, mi trasferisco nel mio e sto benissimo. E il mondo di qua ha tante cose che non mi piacciono. Anzi, direi che lo trovo brutto e decisamente preferisco il mio."

Milena Agus.

Libro semplice quello della Agus, ma di una semplicità non facile da perseguire. Ogni pagina colpisce, ogni riga se non sono troppo azzardato. La storia è di una bellezza candida, ma al contempo nera. E' come se la Agus avesse aspettato, aspettato e poi si fosse detta: - Questa è la storia che voglio scrivere, questa e non un'altra.- Difatti in tutto il libro si percepisce una forza di convinzione che l'autrice ha trasmesso in ogni pagina bianca. I libri della Agus sono stati un caso letterario, ma non confondeteli con commerciali best sellers, la casa editrice "Nottetempo" ha scommesso su questa autrice e questa è stata la dimostrazione che in Italia nasce ancora della buona narrativa che si allontana però dal becero main stream. Consigliato.

postato da: Cenresig alle ore 14:00 | link | commenti (7) | commenti (7) (pop-up)
categorie: libri, scrittori, consigliati
mercoledì, 16 gennaio 2008

INTERVALLO

Omaggio ad Andreij Tarkovskij

postato da: Cenresig alle ore 19:36 | link | commenti (9) | commenti (9) (pop-up)
categorie: video, intervallo
lunedì, 14 gennaio 2008

STORIE BREVI

Screenshot-2Rientrato a casa dopo una lunga giornata fitta di impegni il ragazzo Alfa, apre la porta del suo appartamento. Si guarda intorno dopo aver acceso la luce, a volte immagina che qualcuno, una presenza dalle fattezze mostruose sia lì ad aspettarlo. In realtà questi sono i giochi della sua mente non avvezza a troppa solitudine. Il ragazzo Alfa richiude la porta alle sue spalle, la luce è accesa e gli oggetti intorno illuminati. Adottando una prospettiva diversa che ci ponesse, diciamo di fronte al suo appartamento e più precisamente nella camera da letto dell’appartamento antistante il suo potremmo vedere il ragazzo Alfa con gli occhi della ragazza Omega. Succede spesso in effetti che la ragazza Omega, costretta dalla sua sedia a rotelle a trascorrere gran parte del suo tempo in casa, guardi in direzione dell’appartamento del ragazzo Alfa. Questa sera ad esempio: Fuori piove e per fuori intendiamo lo spazio vuoto che divide il palazzo del ragazzo Alfa da quello della ragazza Omega. Le gocce sono frames di luce bianca nel buio della notte. Il ragazzo Alfa ha un nome, ma non ci è stato concesso di saperlo. Ho contattato personalmente i responsabili e i possessori dei diritti di questa storia. Ed è andata così, la faccio breve, ma questo è quello che è successo: Mi sono diretto in taxi all’appuntamento con il segretario della società che gestisce le STORIE BREVI. Lui, il segretario, era già lì, indossava un trench verde ed era in collegamento diretto con la sua società tramite un walkie talkie. Mi sono presentato e lui mi ha stretto la mano con fare distaccato.

-         Sono interessato alla storia di quel ragazzo e di quella ragazza che abitano, lui nel palazzo di destra, lei nel palazzo di sinistra.- Gli ho detto.

Lui, il segretario, ha fatto finta di non capire.

-         Sa, mi interessava raccontare di lui- Gli faccio io. – Lui che torna a casa e non ha nessuno che lo aspetti, mentre dall’altra parte della strada c’è lei seduta sulla carrozzina che lo spia e fuori piove...

Il segretario ha detto qualcosa al walkie talkie, parlava con la sua società:-

Annus horribilis- Ha detto. Ho pensato fosse una parola chiave, dopo ha continuato rivolgendosi a me, dicendomi:-

Lei può parlare di quella storia, raccontarla a chi la vorrà leggere, ma ci teniamo il riserbo di svelare i nomi dei personaggi. Pagando questa quota,- e mi ha mostrato una cifra esorbitante stampata sul foglio di una cartellina rossa posata sul tavolino del bar,- lei avrà diritto di accedere ai nomi dei suoi personaggi.

Non vi sto a dire l’ammontare della quota, ma ho preferito adottare la seconda opzione, utilizzare due pseudonimi, in questo caso Alfa e Omega, anche se erano disponibili altri nomi, la lista era lunga. Dunque è andata così. Ho firmato il contratto e sono andato via mentre il segretario parlava nel suo walkie talkie, dicendo:-

Viginti duo, viginti tres…

Il ragazzo Alfa lavora presso un’agenzia di cambio. Vende denaro e compra denaro. A fine mese percepisce uno stipendio che dilapida durante il corso del mese in spese inutili. Il ragazzo Alfa sogna di andare in un posto dove i contorni siano sfumati così che nessuno faccia caso a ciò che ora non vi posso svelare.

La ragazza Omega sta attenta a non farsi vedere dal ragazzo Alfa e quando lui per puro caso o intenzionalmente guarda fuori dalla finestra, lei chiude le tendine. Potremmo pensare che la ragazza Omega nutra una qualche forma di affetto nei confronti del ragazzo Alfa. In realtà ciò che spinge la ragazza Omega a spiare il ragazzo Alfa è lo stesso motivo per cui il ragazzo Alfa vorrebbe andare in un posto dove i contorni siano sfumati.

E’ bene sapere, per meglio comprendere ciò che vi sto raccontando, che la ragazza Omega ha perduto l’uso delle gambe a seguito di un incidente avvenuto dieci anni prima. La ragazza Omega si trovava ad attraversare le strisce pedonali e guardava un distributore di caramelle colorate posto al di là della strada, tra il negozio di una signora che vendeva calendari di tutto il mondo e una barbieria. Il distributore di caramelle colorate aveva attirato l’attenzione di un bambino grasso e la ragazza Omega era intenta a guardare i rotoli di grasso sorprendentemente numerosi che il bambino grasso portava con estrema disinvoltura. Lo schianto dell’automobile con le gambe della ragazza Omega produsse un rumore secco come di rami che si spezzano, la frenata dell’automobile produsse un rumore simile allo squittìo di un grosso topo e il vociare delle persone attorno alla ragazza Omega produssero un rumore come di persone attorno a una ragazza dalle gambe tranciate.

A seguito della descrizione che avete letto sono stato contattato dall’agenzia delle  STORIE BREVI e ho dovuto incontrare nuovamente il segretario. Stesso posto, stessa ora. Portava con sé il suo immancabile walkie talkie e mi invitava a tagliare su alcuni particolari, come i precedenti della ragazza Omega o il tipo di lavoro che svolgeva il ragazzo Alfa. Gli ho risposto che avrei potuto omettere il tipo di lavoro svolto dal ragazzo Alfa, ma no, assolutamente no, non avrei potuto omettere l’incidente della ragazza, spiegandogli, che era fondamentale affinchè i lettori avessero compreso la storia. Il segretario, stretto nel suo trench verde, mi guardò con astio, mi disse di aspettare, mentre parlava con qualcuno dei capi dell’agenzia  dicendo:-

Stultum est dicere: putabam.

Ci salutammo e questa volta non mi diede nemmeno la mano, lo guardai allontanarsi tra la folla.

A seguito dell’incidente la ragazza Omega venne ricoverata e subì un intervento di estirpazione radicale, dicesi amputazione, di entrambi gli arti inferiori. Per lungo tempo la ragazza Omega credette di avere ancora le gambe e accusò dolori fantasma che partivano dall’inesistente ginocchio sinistro o dalla parte inferiore della coscia destra. Il responsabile dell’accaduto, il guidatore dell’automobile venne portato in una centrale della polizia e a seguito di un test con l’etilometro si scoprì che si era messo alla guida della sua automobile dopo essersi fermato in un bar del centro e aver bevuto due Long Island. Il guidatore dell’automobile disse che era stata una giornata faticosa e che si sentiva stressato e oppresso dal lavoro. I poliziotti pur ascoltando le motivazioni del guidatore procedettero allo sradicamento, dicesi amputazione, del volto del guidatore come prescritto nella legge 104/B entrata in vigore nel 3010. Il guidatore dell’automobile venne accompagnato in una sala operatoria dalle pareti verdi e fatto stendere su un lettino. L’amputazione del volto era applicata in caso di incidenti colposi e permetteva al responsabile dell’accaduto di continuare a condurre una vita relativamente normale salvo il fatto che a un successivo controllo della polizia sarebbe stato facile per le forze dell’ordine riconoscere il reo di un incidente. Bastava infatti che un poliziotto esercitasse una leggera pressione a livello delle ghiandole parotidi posizionate ai due lati del collo e la maschera data in dotazione dallo stato venisse via, permettendo così ai poliziotti di procedere alle successive indagini.

Il ragazzo Alfa guarda fuori dalla finestra, non ama la pioggia, pensa che le giornate piovose accrescano il senso di inutilità celato nella condizione umana. La ragazza Omega è lesta nel chiudere le tendine, sta in silenzio nel suo appartamento buio. Sente la pioggia oltre i vetri. Aspetta.

Il ragazzo Alfa trova che la sua protesi facciale andrebbe cambiata, da un po’ di tempo infatti, quando ride sente che la parte inferiore che aderisce alla trachea si scolla ed è costretto a recarsi in un bagno pubblico per rimetterla a posto.

La ragazza Omega pensa che sia stato lui, il ragazzo Alfa, a colpirla con la propria automobile e a ridurla sulla sedia a rotelle.

Il ragazzo Alfa sogna di andare in un posto in cui possa vivere senza la sua protesi facciale e che nessuno si scandalizzi nel vedere i muscoli mimici rossi di sangue e i tendini bianchi che si allentano  e si contraggono quando lui parla o le cavità orbitali con i loro capillari che portano il sangue venoso.

A seguito della mia ardita descrizione il segretario dell’agenzia delle STORIE BREVI mi ha ulteriormente contattato, questa volta per telefono, dicendo:-

Ha già detto troppo su questi due ragazzi, non vada oltre. – E ha riattaccato.

Sono rimasto col telefono tra le mani ad ascoltare il segnale di “libero” venir fuori dall’apparecchio telefonico.

Io, da parte mia, vorrei potervi spiegare, affinchè tutto vi sia chiaro, chi era il ragazzo Alfa e se era stato lui quel giorno ad investire la ragazza Omega, ma oggigiorno nel 3020 viene applicata questa forma di censura e credetemi, non poter scendere in particolari mi rende impotente ed è come se avessi le mani legate e le mie parole venissero tagliate. Sono nel mio studio, guardo fuori dalla finestra, piove. Mi tolgo la mia protesi facciale e guardo il mio vero volto riflettersi sui vetri.

 

 

 

 

postato da: Cenresig alle ore 18:26 | link | commenti (8) | commenti (8) (pop-up)
categorie: racconti
domenica, 13 gennaio 2008

FIGLIO E FIGLIA

guttuso_fineralitogliattiFiglio e figlia,

che non vi portino via

il diritto alla parola

che è suono,

metallo stridente

o

 microfono acceso

o

lotta

o

lettura

o

scrittura

o

arte.

Figlio e figlia,

che

i nostri genitori

il loro sangue non l'abbiano versato invano.

I rumori delle ultradestre non sono altro che rantolii di dinosauri.

Figlio e figlia,

il diritto alla parola,

il diritto alla parola!

postato da: Cenresig alle ore 21:24 | link | commenti (7) | commenti (7) (pop-up)
categorie: riflessioni, schegge
giovedì, 10 gennaio 2008

NUMERO VERDE

argoA_500pxNon riuscite più a mettervi in contatto con la Natura? Troppe interferenze, troppi schermi fra Lei e Voi? Da gennaio 2008 potrete provare a farlo con il NUMERO VERDE di ARGO, XIII monografia dedicata a Madre Natura. All'interno troverete un mio racconto dal titolo IL LEGAME. Argo è distribuita da Pendragon. Chiedete al vostro libraio di fiducia di ordinarla

P.S. Sul blog della scrittrice Barbara Garlaschelli http://barbara-garlaschelli.splinder.com/ potete leggere un mio racconto dal titolo IL TORO inserito nella rubrica CORTO SI PUO' FARE. Un sentito grazie a Barbara e a Daniela.

postato da: Cenresig alle ore 21:30 | link | commenti (7) | commenti (7) (pop-up)
categorie: racconti, comunicazione, argo, scrittori, consigliati
domenica, 06 gennaio 2008

BALARMUH

p00023Aeroporto, check in, volo, Sicilia. Arrivo a Balarmuh secondo gli arabi, l'antica Panormus secondo i greci, la città "tutto porto" e le strade sono quelle dell'Africa d'Italia con le palme, le moschee ma anche le chiese Normanne. Ancora una volta Palermo mi invita a starmene un pò lì, sulla riva del mare in gennaio. Quale migliore antitesi?

postato da: Cenresig alle ore 09:42 | link | commenti (10) | commenti (10) (pop-up)
categorie: viaggi