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Reportage ozioso, svogliato, arrampicato sulle nove e trenta di sera, dopo una bagarre (in contro) delle riviste indipendenti italiane, in realtà nessun resoconto articolato, la serata, dalle sedici, è andata bene, l'ho anche detto prima di leggere: Va tutto bene. Bevuto, letto, e fatto quello che si poteva fare, fumato, chiacchierato con Gianluca Morozzi. Questo è se vi pare (Ma anche no).
"Vieni a conoscere certi sghembi passaggi di luna…"
Ho sempre ammirato certi distinti uomini anziani, quelli di una certa età, quelli che sembrano indossare il completo che li accompagnerà nella tomba.
Mettete uno di questi uomini in una sala d’aspetto, magari dal medico, il cartello riporta gli orari per effettuare l’ecografia. Una donna trema, dentro, in realtà non lo dà a vedere, sta aspettando di sapere se quella cosa chiamata cancro c’è o non c’è. E certe volte la questione è proprio questa, o sì o no. Il mio uomo distinto legge di tutto, legge quello che gli capita sottomano, gli informatori farmaceutici, le riviste di gossip. Legge. Lo ha sempre fatto. Lo fa adesso che vive in un appartamento che condivide con nessuno e ha imparato a farlo sugli alberi della sua infanzia, non alberi metaforici, ma proprio alberi, quelli veri, i ciliegi primaverili della collina emiliana.
L’infermiera sbuca fuori dalla porta, la donna che ha il cancro oppure no, entra. Il mio anziano distinto rimane solo nella sala d’aspetto ed è lì, in quel momento che pensa: - Vieni a conoscere certi sghembi passaggi di luna, sono come i cavalli delle giostre che non ci sono più, quelli smaltati di bianco e rosso e azzurro. Vieni a conoscere il giro delle stagioni…-
Poi smette di pensare, la frase di fatto non continua, si ferma nella sua mente, come sull’orlo di un precipizio. Poi entra una famiglia di rumeni. Sono chiassosi, non gli permettono di andare oltre nel suo pensiero fatto di lune e giostre.
Talvolta è così, gli dico io al mio uomo anziano col completo che lo accompagnerà nella tomba. Talvolta è così. Potresti superare con un balzo il muro che dalla realtà ti porta alla prosa o alla poesia e invece ti ritrovi con una famiglia di rumeni chiassosi che ti guardano con quelle facce che non sai se essere umane o provenire direttamente dai gironi dell’inferno.
A Morgana, alla fiera del libro di Torino, al concerto dei Radiohead.
"Quello che distingue l'umanità da ogni altra cosa al mondo - gli spaghetti, i fogli per i quaderni ad anelli, le creature che vivono nelle profondità del mare, le stelle alpine e il monte McKinley - credo sia che solo essa ha la capacità in qualunque momento di commettere ogni possibile peccato. Anche chi di noi cerca di vivere una vita onesta e vera rimane lontano dalla grazia quanto lo strangolatore di Hillside o quei demoni che avvelenano i pozzi dei villaggi. Ciò che accadde quella volta semplicemente lo conferma."
Douglas Coupland
Un massacro in una scuola canadese. Il libro segue il filone proposto dal documentario di Michael Moore "Bowling a columbine" e successivamente da Gus Van Sant nel suo "Elephant". Qui siamo in Canada però, come a voler evidenziare che certi fatti avvengono anche in un paese libero come quello. E poi la religione, il credo in un Dio che si fa assente, ma che vive nelle parole del padre del protagonista. Un padre che sotto il timore di Dio condanna suo figlio, un padre padrone che solo alla fine del libro ritornerà finalmente ad essere umano e forse un pò più lontano da Dio. Consigliato.
Buona domenica pagana.
"Consider this..."
Il trenta marzo, dalle sedici alle ventiquattro, B.I.R.R.A. ospita le maggiori riviste indipendenti d'Italia presso l'ARTERIA di Bologna. Sarà presente ARGO. Io leggerò il racconto "Il toro", mi accompagnerà nella lettura il fido musico Alessandro Lupo.
Per info: www.argonline.it www.birrariviste.it www.arteria.bo.it
Riottoso. Le vie brulicano e scandiscono il tempo, i tempi, la partitura. Brucia. Me ne vado in giro col mio profumo. In realtà era di mio padre, ma mia madre me lo ha regalato. Mi ha detto:-
Tieni, portalo a Bologna.
Indecente. Asservito e servizievole. Parole volutamente, ancora volutamente, sconnesse.
Così ho fatto. Me lo sono portato a Bologna il profumo di mio padre. Sergio Tacchini c'è scritto. Me ne metto un pò prima di uscire, poi sono pronto, esco.
Osservatore distratto. Spesso la gente mi prende per il culo, così, senza motivo.
Il profumo che adesso è mio e non più di mio padre mi ricorda, come una buffetto sulla guancia:-
Hei, hai ucciso tuo padre.
Questo mi ricorda il profumo.
- Sissignore, l'ho ucciso.
Mi rispondo.
Benedici, oh mio Dio,
la violenza mediatica,
gli articoli in prima pagina,
i talk show,
la musica popolare,
i viaggi sul mar Rosso,
i contratti a tempo determinato.
Benedicili, mio Dio.
Benedici
i corsi delle città,
le macchinette mangia soldi,
gli aperitivi,
il mobbing,
le scale gerarchiche,
i rapporti verticali.
BendiciTi, oh mio Dio,
infine.
Fallo per Te,
che se fosse per noi,
se solo tornassi,
Ti troveresti nuovamente in croce.
Umani,
carne
volta
alla
decomposizione.
E poi ci sono quelli che fanno stretching contro gli alberi, indossano tute dell’Adidas e giacche a vento, scarpe della Nike e pantacollant, ma ne trovi anche altri con gli occhiali scuri e l’auricolare all’orecchio e quelle con le borse di Louis Vuitton. I cellulari sono immancabili e le conversazioni rubate sono moleste così che ci troviamo a sbandierare i fatti nostri per strada, sugli autobus e ovunque. E’ questo il contesto in cui mi muovo. Oggi è il nove marzo dell’anno di Gemini e da quando sono nato non faccio altro che portarmi un televisore acceso sulle spalle; è agganciato alle articolazioni scapolo-omerali e a causa del suo peso ho assunto una posa scoliotica. Le protesi televisive sono state bandite nell’anno del Taurus, ma essendo vecchio, io sono tra quei sopravvissuti che ancora puoi vedere in giro a portarsi un televisore sulle spalle. I giovani ormai hanno protesi telefoniche e in questo caso i mobile phones sono un tutt’uno con l’osso mastoide e la mandibola. Il televisore che mi accompagna da una vita è un Brionvega marrone, manda ininterrottamente filmati di repertorio così che noi vecchi ci troviamo ad essere la memoria storica del paese: La caduta del muro di Berlino, l’attentato agli autobus londinesi, le vittorie calcistiche dell’Italia ai mondiali, la morte di Bettino Craxi e altro ancora. Mia moglie è morta nell’anno di Cancer, di cancro guarda caso. Sono rimasto solo, non abbiamo mai avuto figli e per questo mia moglie mi ha maledetto tutti i giorni della nostra vita assieme. Sono rimasto solo e tra un po’ mi spegnerò come il televisore che mi porto sulle spalle. Lo schermo diventerà nero e rimarrà solo un puntino bianco al centro, poi scomparirà anche lui. Oggi è domenica e come sempre la domenica indossa il suo vestito a festa, il vestito buono del matrimonio, ma non è un matrimonio felice o almeno lo è stato, ma adesso gli invitati stanno per andare via, i bicchieri sono mezzi vuoti, alcuni sono rovesciati sulle tovaglie sgualcite, i pezzi di torta smozzicati somigliano a materia cerebrale, un neon si è fulminato e spara luce intermittente accompagnata da un suono che fa “zzzzzz”. Questa è la domenica, questo è il suo vestito. Aspetto che arrivi il lunedì, il televisore che porto sulla schiena trasmette il funerale di Togliatti, la morte di Marylin Monroe, un pugile che strappa a morsi l’orecchio del suo avversario. Una bambina con un cellulare di nuova generazione ancorato alla sua tenera guancia mi si avvicina, mi chiede:-
Tu sei vecchio?
Le sorrido…
Spero tanto di non morire di domenica.