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"Avevo sempre immaginato che la storia della mia vita, se un giorno l'avessi mai scritta, sarebbe cominciata con un capoverso memorabile: lirico come il "Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi" di Nabokov o, se non altro, di grande rispetto come il tolstojano: "Tutte le famiglie felici si assomigliano fra loro, ogni famiglia infelice è infelice a modo suo". La gente ricorda espressioni del genere anche quando del libro ha dimenticato tutto il resto. Comunque, a proposito di incipit, il migliore a mio avviso non può che ritenersi quello del Buon soldato di Ford Madox Ford : "Questa è la storia più triste che abbia mai sentito". L'ho detto decine di volte, ma ancora mi lascia di stucco. Ford Madox Ford è stato Un Grande."
Sam Savage.
Eccoci a "Firmino" di Sam Savage, ex professore di filosofia e poi meccanico di biciclette che all'età di sessantotto scrive un libro diventato culto in brevissimo tempo. Preso da dubbi mi sono avvicinato al libro dalla copertina invitante: un tenero topino su un grosso libro, Einaudi poi ha afferrato al volo l'occasione di vendere tante e tante copie, ho pensato. Mi sono dovuto ricredere e mettere da parte il mio cinico scettimismo. Firmino è un piccolo, grande libro. Il topo, da sempre è stato simpatico agli uomini, vedi Disney e la sua fortuna. Firmino però è più simpatico, ancora di più dell'odiato amato Mickey Mouse. Firmino non è agile, è solo, ha la testa grossa e gli occhi sporgenti, non sa piangere ma vorrebbe farlo, ama le Bellezze, va pazzo per Fred Astaire e Ginger Rogers e divora libri, li mangia addirittura, poi impara a leggerli e li divora leggendoli. Firmino è l'amico degli scrittori, Firmino è il lettore che abita in tutti noi. Favola sognante con tinte grigioscure. Consigliato.
